Ristorante
di pesce Al
Porto3°
recensione-
Milano -MI-
Al
Porto: quando la freschezza è tutto……!!!!
Se
scrivo per la terza volta sul ristorante AL PORTO è perché si
tratta di un locale super affidabile per gli amanti del pesce.
Questa,
pr non annoiarvi, non vuole essere una vera recensione sul locale ma
un “aggiornamento” che ne conferma l’alta qualità e la
freschezza della materia prima.
Si
conferma anche per la cura verso i clienti, spesso habituè, la
perfezione e la cura per il servizio e la gentilezza. (Che non guasta
mai….!!!)
Le
portate:
-
Entrò di benvenuto con tonno scottato su letto di pomodoro e polenta
morbida.
-
Misto di cruditè.
- Frittura di mare.
-
Pesce San Pietro al forno con carciofi.
-
Con il caffè, piccolo assortimento di pasticceria.
-
Vino: Ribolla gialla (Feluga)
Complimenti
a tutti come sempre e …… alla prossima….!!!!
Carriera
televisiva, tante esperienze e consulenze, la scalata dei social. Ora
dopo oltre 30 anni di lavoro e alla soglia dei 56 anni ha aperto a
Milano in via San Marco n.26, ormai da oltre un anno, il suo Max
Mariola Restaurant. E, secondo voi, potevamo forse non farci una
visita? Eccoci qui.
Varcata
la soglia ci si ritrova in un ambiente informale e molto accogliente,
con grandi lampadari e archi che attraversano la sala. Inoltre, al
centro della sala c’è un bancone cocktail bar, pensato per bere un
aperitivo prima della cena accompagnato da qualche piattino e per
proporre cocktail da abbinare ai piatti.
Il
ristorante propone le ricette, della la cucina di tutti i giorni. C'è
quindi un po’ di Roma, la sua città del cuore, e soprattutto il
menu è incentrato sulla sua cucina semplice, genuina e mediterranea,
basata su prodotti di grande qualità e stagionalità.
Dalla
Pizza Croccante con crema di ricotta, puntarelle e alici, alle
Polpette alla "Picchiame un po'" con salsa di pomodoro in
agrodolce, ma anche Carbonara, Linguine con Canocchie e Zenzero e la
Catalana di Baccalà. Non mancano piatti d’ispirazione meneghina,
tra cui la cotoletta alla milanese fatta con il Thomahawk di vitello
da 800 grammi.
Tra
i dessert, tra gli altri, un grande classico intramontabile: il
tiramisù o meglio il TiramiMax.
La
carta dei vini studiata con il sommelier si preannuncia giusta e
mirata, con referenze provenienti da tutta Italia e un po’ di
bollicine.
Ci
sediamo al nostro tavolo. Una volta seduti ci arrivano subito pane e
olio di “quelli Boni” – insieme a del burro salato con alici.
Poi
la scelta dalla Carta:
-
Benedetto Max (Pan-brioche tostato al burro, uovo pochè, fonduta di
parmigiano
reggiano,
funghi porcini e tartufo nero) – 16 euro.
-
Involtini di Max (Con fiori di zucca, alici, fiordilatte e salsa
all’arrabbiata) – 15 euro.
-
Carbonara dello CHEF (con SHOWCOOKING al tavolo) – 30 euro.
-
TiramiMax (con SHOWCOOKING al tavolo) – 12 euro.
-
Polpo arrostito (con broccolo, cime di rapa, pane bono e salsa
d’duja) – 29 euro.
-
Vino: Greco di tufo -Leonardo De Lisio, collezione privata. – 35
euro.
-
Acqua frizzante – 4 euro.
-
Coperto – 5 euro.
Tutto
perfetto e ben equilibrato: ma, siamo onesti, siamo qui per la famosa
carbonara con annesso show cooking: và provata assolutamente, la
migliore mai mangiata. La cottura molto al dente della pasta e la
croccantezza del guanciale contrastano con la cremosità della
carbocrema.
Anche
per il TiramiMax c’è uno show replica di quello della carbonara
con protagonista sempre la crema, squisita, e versata in dosi
generose.
Quindi
che dire per concludere: il locale vale sicuramente la visita per le
proposte originali e la qualità della materia prima proposta.
Qualche
pecca sul servizio (abbiamo dovuto chiedere le posate due volte con
il piatto di portata che si stava freddando e una comanda è arrivata
sbagliata ma prontamente rifatta) prezzi medio alti ma giustificati
dalla freschezza degli ingredienti e dalla location.
Due
battute con lo Chef che dirige una brigata numerosa e affiatata, ben
visibile grazie alla vetrata che separa la cucina a vista e con il
direttore che si scusava per alcune pecche sul servizio dovute al
fatto di alcune assenze di personale per malattia.
Comunque
complimenti a tutti in sala e in cucina e, ricordatevi di prenotare
sempre; il locale, nonostante i doppi turni, è quasi sempre sold
out.
Arrivederci…..alla
prossima.
PS.
Da pochissimo ha aperto un secondo locale: il Max Mariola Bistrot.
Situato in Corso Garibaldi 12, il Bistrot by Max Mariola ha uno stile
moderno e informale e il menù del bistrot punta molto sui panini, il
vero must del nuovo locale, affiancati da insalate e primi piatti.
Uno
dei luoghi più suggestivi del territorio biellese: il ristorante Il
Torchio 1763 di Candelo.
Già
il fatto che il locale si trovi all’interno del Ricetto, nel comune
di Candelo a pochi chilometri da Biella, depone a suo favore.
Il
Ricetto è considerato uno dei borghi Medioevali meglio conservati
del nostro paese: affascinante e spesso usato come set
cinematografico.
Era
infatti il rifugio perfetto dagli attacchi nemici, nonché ottimo
magazzino per la raccolta di provviste.
I
suoi edifici sono chiamati cellule e ve ne sono circa 200.
Le
caratteristiche mura che lo circondano ne percorrono quasi tutto il
perimetro.
La
pavimentazione del borgo è costituita da ciottoli tutti provenienti
unicamente dal torrente vicino e disposti saggiamente in diagonale
per far sì che l’acqua defluisse verso l’esterno.
Le
vie del borgo sono chiamate rue: e proprio in una di queste rue si
trova il ristorante Il Torchio 1763.
Ubicato
all’interno di una caratteristica cantina dell’epoca, di cui il
borgo è pieno, il vero protagonista della scena è proprio un grande
torchio presente al centro del ristorante, attorno al quale i
proprietari hanno deciso di ambientare tutto il locale, che si
sviluppa al piano terra e su di un piano rialzato che ne aumenta la
capienza.
La
location è senz’altro unica e, appena varcata la soglia, si viene
proiettati in un “tempo che fu”.
Ma
veniamo alla cucina che alla fin fine è quello che mi preme di più
descrivere: i piatti sono quelli tipici della cucina piemontese e
Biellese in particolare con l’uso di ottima materia prima e
prodotti a km. zero o quasi.
I
prezzi sono nella media, direi in particolare sui due menù
degustazione, proposti rispettivamente a 32 e 37 euro (5 e 7
portate), prezzi decisamente abbordabili.
Personale
molto gentile e professionale, tempi di attesa corretti, nonostante
il locale fosse pieno
Ed
ecco i piatti che abbiamo provato:
-
Insalatina di cuore di carciofi e scaglie di parmigiano
-
Calamaro con crema di patate e spinaci al burro
-
Tagliata di manzo alla Robespierre
-
Tagliata di manzo con fonduta di gratin bleu
-
Torta di mele con crema alla vaniglia
-
Semifreddo al caramello salato e noci con Kadaifi croccante
Il
tutto accompagnato da un ottimo vino Nebiolo Torchio 1763 prodotto in
esclusiva per il ristorante dalla tenuta Sella.
Tutte
le portate sono risultate ottime: abbinamenti giusti e che non vanno
mai a sovrastare quello che è l’elemento principale del piatto.
Sottolineando
ancora la qualità della materia prima, il fatto che tutti i dolci
sono fatti in casa, la cortesia del personale, è sicuramente un
locale da provare almeno una volta nella vita: anche perché se lo
provi una volta è quasi sicuro che …...tornerai ancora.
Complimenti
a tutti, proprietario e personale di sala e di cucina…...Alla
prossima…..!!!